Giorno dopo giorno…

Ci vogliono circa 20 giorni -sostengono molti psicologi- per cambiare le abitudini. 20 giorni per far accettare concretamente al tuo corpo ed alla tua mente che hai cambiato pelle.

I giorni ad Orlando sono già più di venti. Più di trenta.

1 mese e mezzo è già passato (volato!) nella terra “dove i sogni diventano realtà”, dove si torna bambini e dove il tempo scorre frenetico e denso di momenti da fermare ma che di fatto non riesci a trattenere.orlando-florida-3010449

Perché nella magica bolla di Walt Disney World il tempo è fatto per essere spremuto e poi guardato, a bocca aperta, consapevoli di vivere dentro un’avventura pazzesca per cui siamo stati scelti e che ti colpisce come un pugno in faccia ogni volta che ti ricordi di fermarti e guardarti attorno.
Una delle prime cose che mi ha colpita arrivando qua, sono state indubbiamente le persone. Le persone qui ridono, sorridono, sempre (o quasi). E ti chiedono come stai, sempre. Mentre tu corri in sala, stringendo i denti perché i vassoi sono pesanti ed i piedi ti implorano di riposarti, a volte ti dimentichi di essere entusiasta. Ma gli altri ti ricordano di esserlo. I guests ti sbirciano la name tag curiosi ed elettrizzati, ti chiedono di pronunciare in italiano il tuo nome davanti a cui inspiegabilmente si sciolgono, ti chiedono da dove vieni, che cosa c’è di bello in quel paesetto così dimenticato e li guardi sbalordita mentre si illuminano quando parli della verde Toscana, del fatto che seppur l’Italia sia un piccolo paese la gente tra nord e sud non si capisce e che sei volata dall’altra parte del mondo per metterti in gioco, perché in Italia dopo una o due lauree i giovani è questo che fanno.

Mentre tu pensi a servirli e venderli acqua, loro ti raccontano i loro ricordi, dei viaggi fatti tra Portofino, Firenze, Roma e la Sicilia, ti dicono “Ah, Pisa is so beautiful, my parents lived there…in Bari”!, si perdono nello spiegarti quanto sono buone le lasagne, il vino, il limoncello e di quanto è bella la gente. E tu quasi ti sorprendi.
Già, perché sono loro che ti ricordano da dove vieni e di quante cose belle ci sono nelle tue origini e nel fatto che sei lì a rappresentarle. Con quelle divise goffe e caratteristiche, con il tuo accento sbagliato e con la spontaneità e solarità che loro tanto in noi cercano ed amano. Perché ogni cosa di te li ricorda il bel paese che li fa sognare. E tu, che possa far sognare, lo avevi quasi dimenticato.

Dopo la prima settimana di formazione e la successiva di training, passate sostanzialmente a esplorare angoli, 20150412_142241abitudini, godersi i parchi e la conoscenza tra colleghi e futuri amici, è arrivato il momento del lavoro. Il momento del clock in e clock out, delle tips, dei refill, del “corri e fai tutto veloce e bene”, dei piedi spaccati, dei ritorni a casa tardi dopo la cena tutti insieme, dei meeting prima dello shift, dei turni fuori al caldo torrido e dei sospiri tra un tavolo e l’altro.
Lavorare al Food&Beverage -in ristorante ed in pizzeria che sia- è stancante e più di 30 giorni non bastano per abituarsi al ritmo frenetico ed esigente che si richiede, così come alle sue regole. Torni la sera tardi ed avresti solo voglia di dormire, ma poi alzi gli occhi al cielo di fronte al bellissimo spettacolo dei fireworks di Epcot (ogni sera alle 9 pm), a quelli da pelle d’oca di Magic Kingdom (alle 10 pm) e pensi di che fortuna hai a poterli vedere così da vicino, a poter entrare ed uscire dai parchi quando vuoi con la stessa naturalezza e quotidianità con cui in Italia prendevi il treno da pendolare.
Torni così a casa stanca ma serena, sollevata, orgogliosa e con un dolce preparato dalla tua roommate o un piatto di pasta che ti aspetta a casa di qualcuno che ha sempre una porta aperta per te e qualche ora da regalarti spendendola a ridere.
Già, perché nell’attesa prima della partenza si pensa a molte cose. Si pensa alle paure, al distacco, alle aspettative, al lavoro, allo stipendio, ai parchi, a divertirsi, a Miami, al futuro, ma non si pensa abbastanza al presente, a quello che sta accadendo ed al gruppo. Alle persone cioè con cui partirai che non sono soltanto “quelli del viaggio”, ma sono quelli che diventeranno una parte fondamentale della tua avventura e questo fin dall’inizio. Dal momento in cui ti presenti stringendo loro la mano e sali sull’aereo chiedendoli da dove vengono, quanti anni hanno, dove hanno studiato.
Aver iniziato questa avventura in gruppo infatti, ha avuto un altro sapore. Quello della condivisione, del legarsi comunque vada, di dover -inconsapevolmente o meno- scrivere questo viaggio insieme, ognuno un po’ nelle pagine degli altri.
E forse è per questo che la fatica dell’ambientarsi a lavoro non è stata così dura, che i piedi e la schiena alla fine non fanno troppo male e che anche se i materassi sono scomodi e non c’è molto tempo per dormire, alla fine non si è molto stanchi.
La sensazione di entusiasmo, curiosità e stranezza che provi di fronte alla certezza che stai vivendo in Florida, che stai lavorando per l’azienda per cui da piccolo sognavi, che tutto questo è parte di un progetto forse più grande di te, è spiazzante e totalizzante.

È la sensazione del cambiamento, del magico cambiamento, da cui non puoi sottrarti e che comunque vada, ti porterà lontano. Magari dove non avevi immaginato.
Del resto qui a Disney è questo che si fa: sognare!

Che dire…il mio viaggio inizia da qui, da questi piccoli passi, da queste prime cose che cambiano. E ti travolgono.

Keep in touch and…..Enjoy!IMG-20150502-WA0011

 

7 pensieri su “Giorno dopo giorno…

  1. Bel blog, complimenti! A questo punto vi faccio una domanda… E’ una domanda classica, ma fino ad ora l’impatto è stato tremendo come lo hanno descritto su Facebook gli ex cast members? Orari di lavoro massacranti, Benito…

    Vi ringrazio se vorrete rispondermi! E terrò d’occhio il blog! :))) buon lavoro e buona avventura..!

    • Ciao Sara,
      grazie innanzitutto per i complimenti!

      Il lavoro è impegnativo, ma le esperienze dipendono da moltissimi fattori e penso siano molto personali.
      Personalmente mi trovo molto bene, ma so che altre persone non sono state altrettanto fortunate per svariati motivi (tra cui in primis il mancato rispetto delle regole o per problemi coi coinquilini). Personalmente ti suggerisco di provarci e seguire le regole e vedrai che il lavoro sarà solo un contorno della tua esperienza.

      A presto 😀

  2. ciao scusa ! Io dovrei partire il 5 luglio e vorrei informazioni riguardo al volo! Non so se far fare tutto a loro o prenderlo personalmente…. cosa consigli? quanto ti fanno spendere quelli dell’international service ? ahahah

    • Ciao Lucia,
      purtroppo non puoi sapere in anticipo il costo finale, ma sicuramente prendendo da te il volo risparmi soldi.

      Tieni però presente che magari può capitare che il risparmio che hai si traduca in più “problemi” per te per organizzare il tutto e soprattutto valuta se vuoi affrontare il viaggio da sola od in compagnia di altri tuoi futuri colleghi.

  3. Bellissimo questo articolo , soprattutto la parte iniziale “Perché nella magica bolla di Walt Disney World il tempo è fatto per essere spremuto e poi guardato, a bocca aperta, consapevoli di vivere dentro un’avventura pazzesca per cui siamo stati scelti e che ti colpisce come un pugno in faccia ogni volta che ti ricordi di fermarti e guardarti attorno.”
    Io per ora ci sono stato solo in vacanza (immagino le emozioni a farci un anno) ,ma hai descritto perfettamente la sensazione che si prova stando lì .
    P.S. dopo l’estate tenterò anch’io di realizzare questo sogno (anche se ho un inglese intermedio) , spero di essere fortunato come tutti voi 🙂

  4. Ciao! Io dovrei partire a Ottobre.. puoi darmi informazioni sugli orari di lavoro (io mi sono candidata come hostess)… e sulla paga? e costi per l’alloggio..? Grazie

Lascia un commento o una domanda: