Non è mai troppo tardi

new-lifeQuel 14 ottobre 2014 a Milano stavo seduto in uno dei divanetti nella hall dell’hotel dove si sarebbe tenuto il colloquio per il CRP 2015. Intorno a me decine di ragazzi e ragazze, outfit rigorosamente business ed occhi sfuggenti ed intimoriti, compresi i miei. Nei minuti precedenti la chiamata “tutti al piano di sotto, si inizia!” avevo intrapreso uno dei miei sport preferiti, il people watching. Ed osservando – chi di sfuggita, chi più a lungo – tutte le persone stavano condividendo con me il nervosismo dell’attesa in quella hall, un pensiero mi balenava in testa: “Ma sono il più vecchio qua dentro???

Ebbene sì, perché alla soglia dei trent’anni, ogni tanto il pensiero di essere troppo vecchio per certe cose si fa sentire. E nel momento in cui ti poni questa domanda, allo stesso tempo ti trovi a riflettere velocemente sul passato e a chiederti “ma perché non l’ho fatto prima? Magari sei, sette anni fa…”

Ma andiamo con ordine…

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Sto sognando (?) …

“Signorina il suo curriculum è davvero un buon curriculum, ma esperienze all’estero ne ha fatte? La lingua inglese come la padroneggia? Che livello ha? Certificazioni?”

Mi sono sentita chiedere questo non so quante volte durante i colloqui telefonici o face-to-face fatti, oppure nei form da compilare per spedire il mio CV.

laureaSì certo, ho una laurea triennale, una specialistica ed un master quasi giunti a termine, 7 anni di lavoro alle spalle come commessa – hostess – educatrice – addettaallaselezionedelpersonale – assistantstoremanager. Ma sembra che chi ti deve assumere, voglia sempre qualcosa che non hai. Vogliono l’inglese perfetto, magari una seconda lingua, vogliono certificazioni, un curriculum accademico impeccabile, vogliono che tu sia già navigata a soli 23 anni, 26, 28.

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